martedì 2 marzo 2010

Centrale a biomasse - Giù la maschera


GIU’ LA MASCHERA!
Alla sfrontatezza non c’è limite!
Lo dimostra Alfonso Ventura, assessore alla pianificazione urbanistica, nel rispondere alle osservazioni avanzate al provvedimento di approvazione di una centrale a biomasse a Barletta.
In via preliminare contesto la competenza di un assessore con la delega alla pianificazione urbanistica a proporre tale delibera; la competenza dovrebbe essere delle attività produttive. O forse la competenza scaturisce dalla variante urbanistica che tale manufatto comporta? E quindi emerge che si intende costruire una attività produttiva (di energia) in un ambito territoriale che ha altre vocazioni. Ma del resto, questa amministrazione sta brillando per una pianificazione che tale non è, poiché procede per varianti e per deroghe. Con il lassismo che la caratterizza approverà il nuovo strumento urbanistico quando il territorio comunale sarà esaurito. Molto più funzionale soddisfare le richieste che di volta in volta vengono avanzate dagli imprenditori, dando corpo alla cosiddetta urbanistica contrattata, cioè del ‘do ut des’ (tradotto: ti do se mi dai!). Rifondazione Comunista ha sempre contestato questo modo di procedere ed ha sempre lottato perché fosse garantito alla cittadinanza un contesto urbano vivibile. Abbiamo lottato perché la nuova 167 avesse una dimensione urbanistica più a misura d’uomo, contestando l’estensione eccessiva, in una sola zona, di edilizia popolare, lasciando altre zone più appetibili all’edilizia privata. Oggi l’amministrazione Maffei procede ad estendere ulteriormente il territorio della nuova 167, condannando le famiglie più deprivate socialmente a vivere in una periferia degradata. Altri sindaci, più illuminati, hanno sposato la battaglia per lo ‘Stop al consumo di territorio’ e per il recupero del patrimonio edilizio esistente. In questi anni di amministrazione Maffei la riqualificazione ha significato solo riempire, cementificare, sfruttare qualsiasi pezzettino di territorio lasciato libero dalle precedenti edificazioni. Bella pianificazione urbanistica!
Ma la cosa che più sbalordisce è la sfrontatezza con la quale Ventura afferma che la sua azione politica non è quella di programmare, pianificare, il futuro urbanistico e occupazionale della nostra città, ma dare risposte a qualche decina di persone. Sa Ventura quanti sono i disoccupati della città? Così procedendo quante centrali a biomasse, rigassificatori, magari centrali nucleari, dovrebbero essere costruite per dare le ‘sue’ risposte ai cittadini di Barletta?
Ma il punto Ventura lo centra quando afferma: “vogliamo dare risposte immediate alle centinaia di famiglie disperate della città” pur affermando che l’insediamento occuperà solo poche decine di lavoratori. Ebbene forse Ventura dovrebbe informarsi che le famiglie disperate non sono centinaia ma migliaia nella nostra città. E questa disperazione, nel momento in cui si crea l’illusione di poter essere occupati nella centrale a biomasse (o rigassificatore, o …..), diventa strumento di condizionamento politico.
Non vorrei che questo provvedimento sia uno strumento per illudere i cittadini disperati e indurli ad affidarsi politicamente allo sponsor dell’operazione, portandogli consenso nella prossima competizione elettorale.
Se così fosse saremmo in presenza non solo di una palese ignoranza sulle ricadute che una centrale a biomasse ha sulla salute dei cittadini e sulla vivibilità urbana (e un amministratore non può permettersi l’ignoranza su materie così delicate e compromettenti il futuro di una collettività!) ma anche di azioni finalizzate al tornaconto di pochi.
Si spiega così la mancata pubblicità di questo provvedimento.
Reitero l’invito all’amministrazione comunale a ritirare quel provvedimento, ad informarsi e ad informare la cittadinanza sulle ricadute ambientali di tale attività, e ad indagare gli elementi di inquinamento già presenti sul nostro territorio, fra i quali va segnalato il cdr bruciato nella ciminiera della cementeria. L’amministrazione comunale chieda l’analisi dei fumi che fuoriescono da tale ciminiera!
Questo è il ruolo di una amministrazione che rappresenta gli interessi diffusi della collettività e non gli interessi lobbistici di pochi.
Questo modo di procedere ci rafforza come Partito della Rifondazione Comunista nella giustezza della scelta di presa di distanza dall’amministrazione Maffei sin dall’inizio del suo insediamento: non ci riconosciamo con l’azione dell’attuale amministrazione sia nel merito che nel metodo dei provvedimenti assunti.
Vigileremo che siano tutelati gli interessi e la salute della cittadinanza e chiameremo alla mobilitazione se l’amministrazione Maffei continuerà in azioni lesive per la collettività.
Barletta, 20 gennaio 2010
Maria Campese
Segreteria nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Resp. Naz. Ambiente, Territorio e Beni Comuni

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