giovedì 11 marzo 2010

Perché chiedo il tuo voto


Comitato elettorale: Via Madonna della Croce n. 12 - Barletta
http://mariacampese2010.blogspot.com/; mariacampese@gmail.com; presente anche su Facebook
Chi sono: Maria Campese, candidata al Consiglio regionale nella circoscrizione Barletta/Andria/Trani
Nata a Barletta, mi sono laureata in ingegneria edile a Bologna. Insegno Fisica all’ITIS di Barletta. Sono stata segretaria di circolo a Barletta dal 1997 al 2002. Dal 2002 al 2006 sono stata assessore al Comune di Barletta. Attualmente sono componente della Segreteria nazionale di Rifondazione comunista.
Perché chiedo il tuo voto
La mia è una militanza di lungo corso, sin dai tempi in cui frequentavo il liceo, nei collettivi studentesco e femminista. Nata a Barletta in una famiglia di origine contadina, ho provato sulla pelle cosa significa essere discriminati socialmente. Ho avuto comunque la fortuna di formarmi in un periodo storico in cui lo Stato garantiva, ai meritevoli, forme di sostegno agli studi. E’ stato così che ho potuto laurearmi. Questo oggi non sarebbe più possibile. L’accesso all’istruzione, soprattutto universitaria, sta diventando sempre più proibitivo per famiglie monoreddito (o con reddito precario).
La mia militanza politica è da sempre ispirata alla battaglia contro le ingiustizie, per l’affermazione dei diritti al lavoro, alla casa, alla salute, all’istruzione, e per la difesa dei beni comuni: acqua, territorio, energia, cultura ed istruzione. Ho contrastato l’idea di edilizia economico-popolare relegata a ghetto, ho promosso iniziative per quartieri popolari di qualità, al pari dell’edilizia privata. Il lavoro dovrà essere di qualita’, stabile, non precario, e non rischioso per la salute. Non dovrà più essere consentito il ricatto: se vuoi il lavoro devi accettare gli avvelenamenti, ed il rischio di incidenti (anche mortali) sui luoghi di lavoro. Per la soluzione di questo problema si dovrà puntare alla promozione del turismo e dell’agroalimentare, con valorizzazione del patrimonio culturale, storico, paesaggistico. E’ per ciò che credo vadano contrastate tutte le scelte che vanno in direzione opposta, a partire dagli inceneritori, passando per le centrali a biomasse per finire a tutti gli insediamenti industriali che rapinano il territorio creando opportunità risibili di lavoro.
Vigilerò affinché in Puglia si concretizzi quanto già affermato dal Presidente Nichi Vendola: acqua pubblica, no al nucleare, e opererò affinché si promuovano politiche ‘rifiuti zero’ e si aderisca alle politiche di ‘consumo zero di territorio’.
Un’ultima, ma non ultima, nota voglio rivolgerla alle donne del nostro territorio. Anche questa volta le donne candidate sono poche. Ma le donne, oltre a candidarle, bisogna eleggerle se si vuole portare nelle istituzioni il punto di vista delle donne, l’attenzione ai servizi per i minori, per la propria salute, per gli anziani.
Un punto di vista diverso, quello delle donne che hanno militato nei movimenti femministi e che fanno della lotta per l’emancipazione un elemento centrale della propria militanza politica, a partire dal mettere in atto tutte le misure, ordinarie e straordinarie, per dare lavoro alle donne, perché non ci potrà essere emancipazione se non vi è l’indipendenza economica.
Chiedo quindi alle donne, e non solo, finalmente di scegliersi una rappresentanza all’interno delle istituzioni, perché solo così le politiche per la loro tutela e per la tutela di chi è succube nella società potranno trovare voce.
Per chi ha seguito il mio percorso politico sa bene che non ho mai fatto delle stanze del Palazzo un centro di potere, ho sempre vissuto il mio impegno, ovunque profuso, come servizio per chi è più debole nella società. E non ho mai cambiato schieramento politico, a differenza di tanti che hanno assunto il trasformismo e l’opportunismo come pratica politica.
Le mie parole d’ordine sono state e rimarranno: onestà, coerenza, impegno.
Sta nel voto delle elettrici e degli elettori la vera capacità di cambiamento. Hai un’arma democratica nelle tue mani: il voto. Usalo per darti una rappresentanza in cui riconoscerti.
Maria Campese

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